La Repubblica di San Marino ospita dal 13 al 18 Luglio 2009 la XII edizione del San Marino Etnofestival: sei concerti ad ingresso libero gratuito nel suggestivo contesto della Cava dei Balestrieri nel centro storico di San Marino dove la musica popolare si fonderà alla musica moderna.
PROGRAMMA CONCERTI SAN MARINO ETNOFESTIVAL LUGLIO 2009
lunedì 13 luglio 2009: Gong Myoung (Corea)
martedì 14 luglio 2009: Mamady Keita (Guinea)
mercoledì15 luglio 2009: Coetus (Spagna)
giovedì 16 luglio 2009: Vocal Tempo (Cuba)
venerdì 17 luglio 2009: Vanessa da Mata (Brasile)
sabato 18 luglio 2009: LA-33 (Colombia)
Luogo Concerti: Cava dei Balestrieri, Centro storico, Repubblica di San Marino
Orario Concerti: inizio tutte le sere ore 21,15
Ingresso Libero
Per maggiori Informazioni:
Ethnosuoni Tel. 0142-782182
GLI ARTISTI IN CONCERTO A SAN MARINO PER ETNOFESTIVAL LUGLIO 2009
GONG MYOUNG (COREA)
La musica tradizionale coreana serve da base al sound di Gong Myoung per creare uno stile che fonde suoni innovativi e moderni. I quattro componenti del gruppo, Cho Min-Soo, Park Seung-Won, Song Kyong-Keun, e Kang Sun-Il si sono formati suonando musica tradizionale e sono anche i costruttori dei loro strumenti in bambù. Tutti i musicisti suonano vari strumenti a percussione ed a fiato. Fin dall’ esordio Gomg Myoung ha assunto il ruolo di ambasciatore della musica coreana esibendosi in importanti festival internazionali. Ciò che colpisce, oltre alla forte innovazione della proposta musicale, è la freschezza delle esibizioni live. Oltre 30 strumenti sono utilizzati durante i concerti, oltre allo strumento in bambù da loro inventato, con un’ estensione di tre ottave e diverse taglie, che vanno dai 30 centimetri a un metro.
MAMADY KEITA & SEWA KAN (GUINEA)
Mamady Keita è nato nel 1950 nella savana guineana: iniziato al djembé dall’ età di 7 anni, entra a far parte del Balletto Nazionale Djoliba di Guinea a 14 anni, diventando presto il percussionista solista ed in seguito il direttore artistico. Mamady ha compiuto con Djoliba Tour in tutto il mondo, apparendo nei più importanti festival: nel 1969, al Festival panafricano di Algeri ha ricevuto la medaglia d’ oro ed il titolo di “massimo percussionista africano”.
Nel 1986 Mamady si unisce alla Compagnia Koteba di Abidjan, diretta da Souleymane Koly. Nel 1989 crea il suo gruppo SEWA KAN e si stabilisce in Belgio. Mamady ha saputo dimostrare che il djembe non è meramente uno strumento di accompagnamento al servizio del canto e della danza, ma anche uno strumento solista. “Djembefola” and “Mogobalu” sono due films dedicati a Mamady, che ha registrato anche 14 cd , il Live DVD “Live @ Couleur Café” e diversi DVD e CD didattici.
Mamady ha alle spalle cinquanta anni di carriera artistica e questo va celebrato! Il suo gruppo, SEWA KAN è una all-star band di 11 percussionisti, musicisti, cantanti e danzatori: il nome significa letteralmente “il suono della gioia”, ispirato dal proverbio “Senza musica non vi è gioia, ma senza gioia non vi è musica”.
COETUS (SPAGNA)
Nella Penisola Iberica esiste una serie di strumenti a percussione, per buona parte sconosciuti, che sono sempre stati utilizzati per accompagnare i balli o le canzoni o per marcare il passo nelle processioni. La maggior parte di questi strumenti è servita a funzioni di semplice accompagnamento, con un ruolo dunque secondario. Il progetto di Coetus consiste nell’ unire per la prima volta tutte queste percussioni, facendole dialogare con le voci, e creare un linguaggio proprio ispirato ai ritmi tradizionali. Del gruppo fanno parte alcuni dei più importanti musicisti spagnoli, a cominciare da Eliseo Parra, una delle icone della world music iberica.
VOCAL TEMPO (CUBA)
Vocal Tempo è un gruppo formato da sei giovani cubani che al ritmo delle vibrazioni delle loro corde vocali mescolano la musica cubana con altri generi e stili. Con le loro voci riescono a simulare un’ intera orchestra, imitando le sonorità ed i timbri dei vari strumenti. L’ utilizzo di suoni onomatopeici arricchisce il loro lavoro vocale, ma ciò che realmente li rende differenti sono gli arrangiamenti, la ricchezza del repertorio e le ampie capacità timbrico-espressive. Tutti i componenti del gruppo sono compositori ed arrangiatori con una matura versatilità.
Sorprendenti, originali, incredibili. Il commento più comune ad un loro concerto è: “Ma dove sono gli strumenti ?”. Dal momento della formazione hanno ricevuto elogi meravigliosi da pubblico e critica.
Il gruppo ha pubblicato tre cd. Vengono all’ Etnofestival in esclusiva ed in prima assoluta per l’ Italia.
VANESSA DA MARTA (BRASILE)
Vanessa da Mata è una forza della natura. Nata in un paradiso naturale del Mato Grosso, cantante e autrice, non suona nessuno strumento ma ha la musica che le scorre nelle vene. La carriera di questa giovane artista inizia a 14 anni, quando si trasferisce da sola a 1200 chilometri da casa e inizia a esibirsi nei bar. Nel 1992 si sposta a San Paolo e diventa corista dei Black Uhuru.
La sua produzione artistica è un fiume in piena e quando incontra Chico Cesar insieme scrivono A Força que nunca seca, canzone che viene incisa da Maria Bethania, che la sceglie anche come title track dell’ omonimo album del 1999, ricevendo la nomination al Grammy Award. Non solo. Chico Cesar include questa canzone nel suo album Mama Mundi.
Il Brasile scopre di avere una nuova grande autrice e Bethania, insieme a Caetano Veloso, incide un’ altra canzone di Vanessa: “O Canto de Dona Sinha”. Dopo aver scritto brani per Daniela Mercury, Ana Carolina, aver preso parte agli show di Milton Nascimento e Maria Bethania, Vanessa è pronta per la sua carriera solista. Così nel 2002 pubblica il suo primo album solista intitolato “Vanessa da Mata” (Sony) e alcuni dei brani diventano colonne sonore di varie serie televisive brasiliane (come la soap opera cult della TV “Globo Celebridade”).
Nel 2004, esce “Essa Boneca Tem Manual” (Sony) che conferma il talento di Vanessa.
“Sim”, il suo terzo disco, esce nel 2007 prodotto da Mario Caldato e Kassin e registrato in Brasile e Giamaica. Fra i 13 pezzi che compongono l’ opera cinque vedono la collaborazione di Sly & Robbie, due icone della musica giamaicana. Sim è, secondo Vanessa, una risposta positiva alla vita, una risposta di lotta. L’ ospite d’eccezione dell’ album è Ben Harper.
LA 33 (COLOMBIA)
LA 33 è uno dei progetti di salsa colombiana più effervescenti e urbani del momento. Una ensemble che è fiorita nel panorama underground di Bogotà nell’ anno 2002, sotto la guida dei fratelli Sergio e Santiago Mejia, creando uno nuovo stile di salsa, appunto quello di Bogotà. Piace sia alla nuova che alla vecchia scuola di melomani. I salseros tradizionali amano la descarga dura, il latin jazz e gli arrangiamenti che invitano a ballare; mentre i giovani cercano quella nuova onda urbana del barrio: la strada. I pionieri di questa nuova corrente sono LA 33 , la cui musica riprende la sonorità della salsa di New York degli anni ’60 e gli inizi dei ’70, però con un accento nuovo e una produzione musicale più urbana. Agli esordi questi giovani musicisti, che dal loro atteggiamento sanno più da rockettari che da salseros, facevano le prove presso il ex-monastero di San Giovanni l’ evangelista, situato sulla strada Calle 33 nel leggendario quartiere Teusaquillo di Bogotà, ed è proprio da questa strada dove la band prende il nome LA 33.
Il loro primo debutto si realizza il 3 maggio 2003: nel 2007 è la volta del secondo disco “Gozalo”, un regalo meraviglioso per il salsero urbano, con una sonorità jazz e un repertorio allegro che si allontana dagli schemi della salsa-pop attuale.
Oggi LA 33 è considerata la migliore band giovane di Salsa di Colombia, e ha vinto il premio colombiano Nuestra Tierra 2008 come migliore interpretazione e migliore artista nella categoria salsa-tropicale. Qualcuno ha descritto LA 33 come “Los rockeros de la salsa”, per la loro versatilità, forza sul palcoscenico, messa in scena giovane e urbana e per la loro capacità di sfiorare in modo contundente il jazz, il folklore colombiano e il sound della salsa di New York degli anni ’70.
